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Grotte del Caglieron: combinazione perfetta tra natura e mano dell’uomo

Le Grotte del Caglieron sono nella mia lunghissima lista delle cose da vedere da quando è saltato un Instameet al quale dovevo partecipare.

Da allora sono rimaste lì, in cima alla mia nota.

Dovendo scegliere dove passare Pasquetta, apro Evernote, proposta, tutti d’accordo si va.

Erano un po’ di anni che non prendevo l’auto per la tradizionale gita fuori porta. Ora ricordo perché.

Ma iniziamo con ordine.

Siamo a Fregona, Treviso, poco distanti da Vittorio Veneto.

Grotte del Caglieron

Per raggiungere il Parco delle Grotte del Caglieron si può lasciare l’auto al parcheggio vicino al cimitero, è gratuito e proprio all’inizio del paese. Poi ci sono due possibilità: la prima è quella di percorrere il sentiero 1037B “Pont de fer” per circa 45 minuti, la seconda è fare come ho fatto io (ma non è stata una scelta felice) percorrere la strada asfaltata. Un po’ più lunga e schivando le auto dei turisti della domenica che non vogliono fare un solo metro a piedi.

La cosa migliore è quella di passare al Centro visite del Parco a prendere il dépliant del percorso (si possono pure comprare il formaggio e altre bontà del posto). Li vicino c’è pure un parcheggio (a pagamento): non fate i pigri!

Meglio chiarire subito una cosa. Le chiamano grotte ma in realtà sono delle cavità in parte naturali e in parte create dalla mano dell’uomo.

Questa, infatti, era zona di estrazione dell’arenaria, una pietra “dolce” usata comunemente per gli architravi o gli stipiti delle case. I sapienti scalpellini scavavano la pietra lasciando delle colonne inclinate per non far crollare la grotta. L’effetto è decisamente curioso.

Sul percorso troviamo diverse “grotte”. La grotta della Madonna, quella dei Breda, quella di Santa Barbara ma soprattutto quella di San Lucio. Questa viene usata per l’affinamento del formaggio di grotta. Purtroppo è aperta solo alcuni giorni alla settimana. Peccato!

La parte di origine naturale è stata creata, invece, dall’erosione del torrente Caglieron. Sicuramente la parte più affascinante del percorso. Il torrente ha creato una gola profonda con alte cascate e dalla forma in continua evoluzione. L’acqua, avendo un alto contenuto di calcare, cadendo crea nuove forme con stalattiti e stalagmiti (che belle queste parole mi riportano alle mie maestre delle elementari).

L’acqua è sicuramente la cosa che rende incantevole questo posto. Nella bella stagione il verde è sicuramente il colore che prevale sugli altri ma d’inverno il posto è addirittura magico con le cascate ghiacciate che si possono quasi toccare.

Non ci sono cunicoli claustrofobici e le passerelle non assomigliano a ponti tibetani. Se ci sono stata io, lo può fare chiunque! Non è da fare con leggerezza però.

Ci sono punti in cui l’umidità è costante e le gocce d’acqua, oltre ad infilarsi proprio nella fessura tra il collo e la maglia, rendono alcuni passaggi molto scivolosi.

Se c’è poca gente, è bello prendersi il giusto tempo per fermarsi, guardarsi attorno, cercare l’inquadratura perfetta ma sempre ben attaccati al corrimano!

Bisogna stare molto attenti: usare scarpe adatte, tenere i bambini per mano e non lanciarsi in attività di selfie compulsivo.

Ho visto un po’ di persone che sono passate dalla ricerca del sorriso perfetto da postare ad una scivolata apocalittica (forse ancor più interessante).

Il percorso è molto breve, circa una chilometro e si può esplorarlo liberamente, tranne una parte che è (giustamente) a senso unico.

L’accesso alle Grotte del Caglieron è libero (e gratuito) dall’alba al tramonto. D’inverno, a causa del ghiaccio, potrebbe essere chiuso, meglio informarsi alla Pro Loco di Fregona.

Niente passeggini ma sono ben accetti i cani al guinzaglio!

Sul percorso ci sono diverse aree picnic e qualche prato dove godersi il pranzo portato da casa. Dopo l’esperienza fatta posso dire che l’idea non è da sottovalutare per due motivi. Il primo perché vedendo le persone sedute sull’erba sono affiorati alla mente i ricordi di quando ero bambina, con le cose buone preparate dalla mamma sull’immancabile plaid a quadri con le frange. Il secondo è dato dal fatto che a Fregona non ci sono tantissimi posti in cui mangiare. Dopo aver bussato a tutte le porte siamo riusciti a pranzare alle 4 e mezza del pomeriggio.

Il percorso delle Grotte del Caglieron non è assolutamente impegnativo ed è consigliato a coloro che desiderano trascorrere qualche ora di relax. Se vi avanza del tempo in zona suggerisco il sentiero dei ruderi del Castello di Piai (parte lì vicino), il Molinetto della Croda (a circa 20 chilometri) e la Foresta del Cansiglio.

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6 Commenti

  1. Girovagandoconstefania

    Spettacolari 🙂 Metto il tuo post nei preferiti perché se vado da quelle parti voglio visitarle e con la mia memoria me ne dimenticherei 🙁

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    1. Arcobalenoblue (Autore Post)

      Grazie Stefania! Ti capisco… il mio Evernote è strapieno 😉
      Roberta

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  2. Elisa e Dintorni

    Davvero un luogo interessante e che io non conoscevo! 🙂

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    1. Arcobalenoblue (Autore Post)

      Grazie Elisa per aver letto il post! Hai ragione, merita proprio una visita. Il percorso non è molto lungo e ci si impiega circa un’ora. Si può tranquillamente abbinarlo ad altri bei posti della zona. Io avrei voluto vedere anche il Molinetto della Croda ma è venuto giù il diluvio 🙁

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  3. Valentina

    E’ un luogo meraviglioso! Io ci sono stata un sabato di fine ottobre e non c’era nessuno (ma davvero eh!!) e quindi mi sono goduta tutto con una pace incredibile!

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    1. Arcobalenoblue (Autore Post)

      Scegliendo di visitarle a Pasquetta un po’ me la sono cercata! 😀

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